map.flights è nato il 9 agosto 2026 come idea di una mappa dei voli che non dipende da un feed radar comprato. I dati arrivano da persone che hanno un ricevitore a casa, nella nostra rete e nelle reti della comunità. E quello che non sentiamo, non ce lo inventiamo.
Ogni episodio è un problema: cosa volevamo fare, perché è stato più difficile del previsto e com’è oggi.
La prima mappa dal vivo, con lo storico del volo e il profilo di quota.
I primi widget per altri siti. Gli aerei fuori copertura continuano a volare come stima segnalata. Fantasmi sopra l’oceano
Il sito parla altre lingue; arrivano account, avvisi e una galleria fotografica della comunità. Tredici lingue, una mappa
La prima immagine per scheda SD: colleghi la scatoletta, inquadri un codice QR e la stazione è in funzione. Le prime posizioni dalla nostra rete. Antenne sui tetti degli altri
Aeroporti in 3D con il traffico dal vivo, il rilievo di tutto il mondo, il meteo dal METAR. Inclina la mappa e gli aerei salgono alla loro quota reale. Aeroporti in 3D per tutto il mondo
Negli aeroporti in 3D crescono gli alberi e nei parcheggi stanno le auto. L’assistenza a terra intorno agli aerei in piazzola è in arrivo. Alberi, auto e carrelli bagagli
In 3D gli aerei poggiano sulle ruote e i motori hanno le dimensioni reali. Sulle proprie ruote
Ogni profilo aeroporto riceve la scheda Piste con il proprio schema delle piste. Rullate via Alpha
In 3D l’assistenza a terra raggiunge gli aerei parcheggiati: trattore, scaletta, autobotte, catering e carrelli bagagli. Alberi, auto e carrelli bagagli
Un aereo che si ammutolisce mentre rulla verso la piazzola ora in 3D lo portiamo alla piazzola libera più probabile, segnalandolo come stima. Fantasmi sopra l’oceano
Il livello delle precipitazioni riconosce gli echi radar che non sono pioggia e con il cielo sereno non li disegna.
Sopra gli aeroporti in 3D passano nuvole che seguono il bollettino meteo, e sulle strade intorno girano le auto. Il meteo che c’è davvero
Ascolto della torre, per ora dalla Cechia: il traffico radio con la trascrizione in ceco e in inglese e una breve nota su quello che torre e aereo si sono appena detti.
In 3D la telecamera segue l’aereo selezionato in modo fluido, senza scatti.
La pagina meteo di un aeroporto mostra il wind shear segnalato e previsto. Il meteo che c’è davvero
Gli aeroporti in 3D nel deserto hanno sabbia intorno alle piste invece del prato, quelli della steppa erba secca, e dove l’estate è asciutta l’erba diventa paglia. Aeroporti in 3D per tutto il mondo
Di notte, in 3D, i pali illuminano le piazzole e le luci di avvicinamento si spengono alla testata su cui nessuno sta atterrando. Quando in aeroporto fa buio
Il 7 settembre sono arrivate 45 nuove stazioni in un solo giorno. Una rete che a luglio non esisteva è quasi raddoppiata da un giorno all’altro, e la sera del 28 settembre ci mandava più di dodici milioni di posizioni di aerei all’ora.
Un aereo in una zona di disturbo del GPS trasmetteva una posizione che saltava di centinaia di chilometri. Nello stesso momento le nostre stazioni lo disegnavano su una linea dritta e tranquilla, calcolata solo da quando le sue risposte le avevano raggiunte.
La torre di Pardubice dice alla radio «oscar kilo» e altre tre lettere, e sullo schermo si accende un piccolo Cessna che gira poco lontano dall’aeroporto. Dal fruscio infinito della banda aeronautica ritagliamo ogni trasmissione, la trascriviamo e alla voce cerchiamo il suo aereo sulla mappa.
Alle 14:17 la torre di Pardubice dice «cleared to land», e sei secondi dopo il pilota lo ripete. La sera il proprietario del ricevitore che l’ha captato lo ritrova sul suo pannello personale: chi ha parlato, quando e da dove, e sotto ogni frase un piccolo «Cosa significa».
Se la mappa disegnasse solo quello che sente in questo momento, un volo da Londra a New York sparirebbe al largo dell’Irlanda e ricomparirebbe dal nulla vicino al Canada. La sera del 28 settembre 1.829 aerei volavano dove nessuna antenna poteva sentirli, eppure li vedevi tutti: come un contorno, con un’etichetta che dice che la posizione è una nostra stima.
Sul tuo biglietto Ryanair c’è scritto FR 8162. In volo l’aereo si annuncia come RYR10AM, e niente in quelle due stringhe le collega. Scrivi il numero del biglietto su map.flights e l’aereo lo trovi lo stesso.
Il 2 settembre alle 23:43 UTC il volo American Airlines 1674 è partito da Charlotte per Seattle. Alle 02:41 è atterrato di nuovo a Charlotte. Nessuno ha diramato un comunicato stampa. L’ha visto solo la nostra rete.
19 settembre, NATO Days a Ostrava, il blocco principale delle esibizioni. Nei nostri dati dieci aerei sopra l’aeroporto e quasi venti mezzi a terra. La mappa sembrava vuota proprio nel momento in cui in aeroporto succedeva di più.
«Rullate via Alpha, attendete prima della pista 24.» Chi ascolta una torre sente frasi così tutto il giorno, e raramente sa dove sia davvero Alpha. La nuova scheda Piste in ogni profilo aeroporto lo mostra.
In più di trenta aeroporti puoi aprire una telecamera dal vivo accanto alla scena 3D. Il video da internet arriva sempre con qualche secondo di ritardo, così la scena trattiene i suoi aerei dello stesso ritardo: quello che sta toccando terra nella diretta sta toccando terra anche sulla mappa. Le stesse regole disegnano Innsbruck nella valle dell’Inn tra cime di duemila metri, Hong Kong con l’isola di Lantau dietro le piste e un aeroporto in Alaska di cui non hai mai sentito parlare.
Verde all’inizio della pista, rosso alla fine, blu lungo le vie di rullaggio e un lampo bianco che due volte al secondo corre verso la soglia. Le luci di un aeroporto sono una lingua, e di notte i nostri aeroporti in 3D la parlano, fino ai pali delle piazzole, alla cabina illuminata della torre e ai paesi oltre la recinzione.
Ogni mezz’ora gli aeroporti di tutto il mondo mandano un breve telegramma sul tempo. Dall’11 agosto li conserviamo tutti, e con quelli costruiamo la pagina meteo di un aeroporto, le nuvole sopra l’aeroporto in 3D, l’asfalto bagnato e la manica a vento accanto alla pista.
Un Airbus in finale su Praga non si posa sulla pista di piatto. Alza il muso, tocca con il carrello principale e solo dopo appoggia il ruotino anteriore. Un B-52, con le ruote una dietro l’altra, atterra quasi orizzontale. E quando inclini la mappa, gli stessi aerei salgono alla loro quota reale e proiettano l’ombra a terra.
Il trifoglio sulla coda di Aer Lingus, la gru di Lufthansa, l’arpa di Ryanair. Più di 670 compagnie volano nella vista 3D di map.flights con i propri colori, con il nome sulla fusoliera in caratteri latini, cinesi o arabi, e ogni livrea è stata disegnata e poi confrontata con una fotografia reale, lato sinistro e lato destro separatamente.
Nei nostri aeroporti in 3D il Boeing 757 poggiava sui motori, con le ruote principali sospese sopra la pista. Oggi poggia sulle ruote, come l’A320neo, l’E190 e l’A350, che non erano messi meglio. E quando tocca terra, sopra le ali si alzano gli spoiler e la sua ombra cade secondo il sole vero.
Nell’aeroporto più trafficato del mondo solo la torre di controllo aveva un’altezza. Tutto il resto ad Atlanta erano scatole della stessa altezza. La torre di Los Angeles, con il nostro calcolo, è venuta 86,5 metri; il registro ufficiale degli ostacoli alla navigazione aerea dice 86.
Un aereo arriva in piazzola e si ferma. Gli si avvicinano un trattore, la scaletta, un’autobotte, il catering e i carrelli bagagli, ci lavorano intorno per circa un’ora e poi se ne vanno. Dal 1° ottobre funziona così anche negli aeroporti in 3D. Gli alberi e le auto nei parcheggi ci sono da fine settembre.
Un’icona grande come un’unghia, eppure ci distingui un A380 da un jet regionale: ogni sagoma sulla mappa è un nostro modello 3D visto esattamente dall’alto.
In ceco si dice «3 letadla» ma «5 letadel». Il polacco e l’ucraino hanno le loro eccezioni, all’inglese bastano due forme. Un sito che deve dirlo correttamente in tredici lingue a fine settembre portava più di 900.000 parole: più dell’intera Bibbia e quasi una volta e mezza Guerra e pace.
Punta il telefono verso il cielo e una bussola ti mostra che cosa ti sta volando sopra la testa. La tua posizione esatta, intanto, non lascia mai il telefono. L’app la stiamo costruendo dal 25 agosto; non è ancora scaricabile, la stiamo mettendo a punto su telefoni veri.
Il 15 settembre il proprietario di due stazioni ci ha scritto che sugli aerei sentiti dalle sue stazioni non vedeva la quota. In un’ora erano arrivate da lui più di 17.000 posizioni, e nemmeno una aveva la quota. Alle 16:52 UTC dello stesso giorno la correzione era online, e pochi minuti dopo dalle sue stazioni arrivavano quota e velocità.