map.flightsla storia

Episodio 1 di 23agosto–settembre 2026

Antenne sui tetti degli altri

Il 7 settembre sono arrivate 45 nuove stazioni in un solo giorno. Una rete che a luglio non esisteva è quasi raddoppiata da un giorno all’altro, e la sera del 28 settembre ci mandava più di dodici milioni di posizioni di aerei all’ora.

Ogni cerchietto è una stazione della rete, arrotondata a un grado. La griglia tenue mostra dove sono gli aeroporti, così i continenti si disegnano da soli.

Una scatoletta sul balcone

Ogni aereo di linea dice al mondo due volte al secondo dove si trova, a che quota e a che velocità vola, più il suo callsign e un codice che appartiene solo a quella macchina. Il segnale si chiama ADS-B, viene trasmesso a 1090 MHz e dal 2020 gli aerei di linea in Europa e negli Stati Uniti devono averlo. Non è cifrato e per ascoltarlo non serve alcun permesso. Lo capta un ricevitore grande come una chiavetta USB, con l’antenna sul balcone.

Che cosa sente lo decide la curvatura della Terra. Le onde radio viaggiano in linea retta, quindi un aereo in crociera a dieci chilometri di quota si vede da circa quattrocento chilometri, mentre uno che gira appena sopra un aeroporto sparisce dietro l’orizzonte dopo poche decine. Una collina, un palazzo o un camino tagliano via una fetta di vista: per questo la portata di una stazione non è mai un cerchio, ma una forma irregolare.

map.flights si regge quindi su persone che hanno una scatoletta così a casa e mandano i dati anche a noi. Chi costruisce la sua prima stazione non ha sottomano né monitor né tastiera: scrive la scheda, collega la scatoletta e inquadra un codice QR con il telefono. La stazione apre da sola una sua rete Wi-Fi, il proprietario tocca sulla mappa la posizione dell’antenna e in pochi secondi vede che cosa riceve, anche senza account.

Quando qualcosa non va, è la stazione stessa a dirlo: un alimentatore debole, un ricevitore già occupato da un altro programma. Il profilo della stazione è pubblico, ma senza indirizzo. Fuori escono solo una cella grossolana della mappa e il paese.

Da un giorno all’altro

Fino all’inizio di settembre la rete cresceva di poche stazioni al giorno. Poi, tra il 6 e il 7 settembre, il numero è balzato da 66 a 111.

Il 28 settembre le stazioni erano 170, in 24 paesi su sei continenti. Una stazione tipica sente gli aerei fino a circa 370 chilometri, cioè quasi fin dove la curvatura della Terra lo permette.

Negli Stati Uniti alcune stazioni ascoltano anche su una seconda frequenza. I piccoli aerei che lì volano bassi possono trasmettere la posizione a 978 MHz invece che a 1090, e chi aggiunge un secondo ricevitore vede sul profilo quanti ne ha captati. Li contiamo a parte, perché uno zero sul profilo deve voler dire che abbiamo guardato e non abbiamo trovato niente, non che non abbiamo guardato.

050100150200 66 › 111 · 7 set 30 ago14 set28 set 30 ago: 3031 ago: 351 set: 402 set: 443 set: 484 set: 495 set: 526 set: 667 set: 1118 set: 1159 set: 11610 set: 12311 set: 12612 set: 13413 set: 13714 set: 14215 set: 14316 set: 14617 set: 14818 set: 15019 set: 15120 set: 15221 set: 15322 set: 15623 set: 15824 set: 16025 set: 16426 set: 16427 set: 16728 set: 170
Mostra le cifre come tabella
GiornoStazioni
30 ago30
31 ago35
1 set40
2 set44
3 set48
4 set49
5 set52
6 set66
7 set111
8 set115
9 set116
10 set123
11 set126
12 set134
13 set137
14 set142
15 set143
16 set146
17 set148
18 set150
19 set151
20 set152
21 set153
22 set156
23 set158
24 set160
25 set164
26 set164
27 set167
28 set170
Stazioni nella rete giorno per giorno, dal 30 agosto al 28 settembre 2026.

Più ricevitori di quanti ne mostri la classifica

Chi in adsb.im spunta map.flights comincia subito a mandare dati, e molti alla registrazione della stazione non ci arrivano mai. Quei ricevitori non hanno nome né profilo e in classifica non compaiono. La sera del 28 settembre ne erano collegati 239 in un dato momento, mentre delle stazioni registrate, nello stesso modo e nello stesso momento, ce n’erano 147.

Tante stazioni alimentano più reti alla volta, e a noi va benissimo. I dati appartengono a chi li riceve, e un’antenna può aiutare tutte le mappe che il suo proprietario vuole.

Una stazione normale contribuisce con qualche centinaio di migliaia di posizioni al giorno, la più carica con quasi nove milioni. In byte è poca cosa: di solito qualche decina di megabyte al giorno, poco più di un gigabyte per le stazioni più cariche in uno spazio aereo affollato.

Anche un ricevitore anonimo finisce sulla mappa della rete, se aiuta a calcolare la posizione degli aerei che da soli tacciono. Lo disegniamo in un colore più pallido, con la precisione di una cella di 25 chilometri, e non gli attribuiamo né portata né punteggio, perché non li abbiamo mai misurati.

Un record che non c’era

A settembre una stazione vicino a Praga è arrivata all’improvviso a 822 chilometri. Non le era cresciuta un’antenna migliore. Aveva sentito un aereo a cui qualcuno disturbava la navigazione satellitare, e quell’aereo trasmetteva una posizione lontana, sopra l’Ucraina.

Ma l’aereo si è tradito da solo: ha segnalato che di quella posizione non si fidava nemmeno lui. Da allora una posizione di cui l’aereo stesso non si fida non conta più per la portata della stazione. Per il numero di aerei sentiti conta invece ogni posizione. La stazione l’aereo l’aveva sentito davvero; falsa era solo la distanza.

Più di metà delle posizioni della nostra rete ce la mandano persone di cui non conosciamo nemmeno il nome.