L’aereo non dice cosa sia
Un aereo comunica al mondo parecchio di sé: posizione, quota, velocità, callsign e un indirizzo unico che gli ha assegnato lo stato di immatricolazione, un po’ come un codice fiscale. Aggiunge anche una categoria grossolana: leggero, grande, pesante, elicottero, aliante. Che tipo sia, però, non lo dice mai. Il tipo lo cerchiamo in base a quell’indirizzo nei registri degli aeromobili, e dove non troviamo niente la mappa disegna una semplice freccia. La freccia è onesta: questo aereo lo sentiamo, ma non sappiamo che cosa sia.
Abbiamo cominciato con otto sagome: fusoliera stretta, fusoliera larga, due ponti, cargo, business jet, elica, elicottero, aliante. Il tipo si deve riconoscere da contorno, dimensione e colore, perché a quella grandezza ogni dettaglio si perde comunque. Oggi l’icona sulla mappa è identica al progetto pixel per pixel, su ogni schermo.
Nitide in ogni direzione
Un’icona ruota secondo la prua dell’aereo, ed è più difficile di quanto sembri. Un’immagine normale, ruotata, si sfoca, perde qua e là un pixel e a certi angoli sembra rimpicciolirsi o ingrandirsi. Su una mappa dove gli aerei virano di continuo, tutto il cielo sfarfallerebbe.
Le nostre sagome restano della stessa grandezza e ugualmente nitide a ogni angolo, su qualsiasi schermo e a qualsiasi zoom. Un aereo diretto a nord-est sembra esattamente uguale a uno diretto a sud, solo ruotato.
Se allontani la mappa fino a un intero continente, l’icona si riduce a sedici pixel, e la mappa ripiega su una manciata di forme semplificate. Anche lì però vale una regola: un jet non ha l’elica. Da lontano un business jet non deve sembrare un Cessna, altrimenti la mappa sopra l’Europa mentirebbe su centinaia di aerei alla volta.
Dai modelli 3D di nuovo al 2D
Uno spotter distingue un Airbus A320 da un Boeing 737 al primo sguardo: il 737 sta più basso sul terreno, ha il muso più appuntito e i finestrini della cabina di pilotaggio di forma diversa. Dall’alto e alla grandezza di un’icona, però, di tutto questo non resta niente. A 32 pixel i contorni dei due aerei si sovrappongono al 95 per cento, quindi una forma per ogni tipo appesantirebbe solo il disegno senza dire nulla. Le famiglie invece qualcosa dicono.
Quando sono nati i modelli 3D per la vista degli aeroporti, la domanda è venuta da sé: perché non disegnare la sagoma direttamente da quelli? Dal 26 settembre la mappa ha una quarantina di famiglie di sagome, e ognuna è una vista esattamente dall’alto di un nostro modello 3D: bimotori a fusoliera stretta, il quadrimotore 747, l’A380 a due ponti, gli MD-11 trimotori, jet regionali con i motori in coda e l’impennaggio a T, turboelica ATR, elicotteri per dimensione, il Chinook a rotori in tandem, o le ali a delta con canard come l’Eurofighter e il Rafale.
Una vista dall’alto mostra solo quello che si vede dall’alto. Sugli aerei ad ala alta come l’ATR o il Dash 8 l’ala nasconde il ventre della fusoliera e delle gondole motore; su un’ala bassa è invece la fusoliera a coprire la radice dell’ala. Perché l’icona non perda le estremità alari e i piani di coda, fusoliera e ali sono disegnate un po’ più spesse che nella realtà, quanto basta perché la forma sopravviva in pochi pixel.
La dimensione dell’icona segue il tipo reale, ma in modo più moderato della realtà. Un A380 è lungo quasi nove volte un Cessna 172. Se la sua icona fosse nove volte più grande, o il Cessna diventerebbe un puntino o l’A380 coprirebbe mezzo aeroporto. Così un aereo grande è grande a colpo d’occhio, e uno piccolo resta leggibile.
Rotori che girano davvero
Il rotore principale di un elicottero fa centinaia di giri al minuto, e l’elica di un turboelica ancora di più. Le immagini di cose che girano sanno mentire: chi ha visto un western conosce le ruote della diligenza che sullo schermo girano all’indietro. Basta che tra un fotogramma e l’altro la ruota giri di quasi tutto lo spazio tra due raggi, e l’occhio la legge al contrario.
Dal 28 settembre sulla mappa girano i rotori di tutti gli elicotteri e le eliche di tutti gli aerei a elica, dal Cessna all’Hercules. Un rotore è un disco leggermente colorato con da due a cinque pale. Tra due fotogrammi si sposta sempre di poco, molto meno dello spazio tra le pale, così non si blocca mai e non gira mai all’indietro. I jet non hanno niente.
Un elicottero fermo a terra ha le pale immobili e nessun disco. Se sul tuo dispositivo hai impostato la riduzione del movimento, anche i rotori restano fermi. E un aereo che con il codice 7700 segnala un’emergenza o con il 7600 la perdita delle comunicazioni passa sulla mappa attraverso qualsiasi filtro: anche se hai scelto di vedere solo gli elicotteri, un’emergenza la mappa non la nasconde.


I montanti sotto l’ala di un Cessna nella sua sagoma non ci sono, perché dall’alto non li vedresti nemmeno sull’aereo vero.

