Un bosco dietro il parcheggio
L’aeroporto di Francoforte è circondato da un bosco. La mappa lo sa, ma fino al 30 settembre in 3D non ne spuntava un solo albero, e gli edifici e i parcheggi stavano su una spianata verde e spoglia.
Ora gli alberi crescono ovunque la mappa aperta abbia del verde, in ogni aeroporto in 3D, e quelli più vicini alla telecamera fanno ombra al sole. Un albero che la mappa registra singolarmente sta esattamente dov’è. Un bosco lo piantiamo come illustrazione: un dato albero non sta dove sta quello vero, ma il bosco è dove il bosco c’è davvero.
In un aeroporto vero vicino a una pista non può crescere niente di alto, perché l’area intorno deve restare libera da ostacoli. Il bosco si tiene quindi lontano da piste, vie di rullaggio e dal cemento dove stanno gli aerei, e non cresce nemmeno su strade, nell’acqua o dentro gli edifici. Le specie seguono la latitudine: palme e latifoglie sempreverdi ai tropici, palme e pini nella fascia subtropicale, boschi misti nella fascia temperata, taiga nell’estremo nord.


A Praga l’autunno, a Sydney la primavera
Gli alberi conoscono la data. Fuori dai tropici le latifoglie per circa un mese prendono i colori dell’autunno, poi perdono le foglie, restano spoglie per tutto l’inverno e in primavera rimettono le foglie. Più ci si allontana dall’equatore, più lungo è l’inverno spoglio. Conifere e palme restano verdi tutto l’anno.
La stagione segue la data della scena, non quella del tuo computer: riguarda una sera della settimana scorsa e gli alberi saranno come quella sera. E segue l’emisfero. Mentre a Praga le foglie ingialliscono, a Sydney arriva la primavera, sfasata di mezzo anno, proprio come le stagioni vere. Di notte le chiome diventano grigio-blu come l’erba intorno.


Parcheggi che seguono l’orologio
Le auto nei parcheggi seguono l’ora locale e il giorno della settimana. Di notte accanto al terminal di Praga ce ne sono circa la metà che a mezzogiorno, e una domenica ha un aspetto diverso da un martedì. La stessa scena ha sempre le stesse auto: con il passare del tempo arrivano e ripartono una alla volta, e niente si rimescola. La maggior parte sono bianche, poi nere, grigie e argento, più qualche blu e qualche rossa, come in un parcheggio vero.
Le auto stanno in file lungo le corsie, come si parcheggia davvero, e le corsie restano libere. Nessuna auto sta su una strada, sul tronco di un albero, dentro un edificio o a cavallo del bordo del parcheggio; sotto un ponte però può parcheggiare, come fa la gente. Sopra Atlanta, a portata di telecamera, ci sono oltre 20.000 stalli. Le auto sono un’illustrazione e non contano tra i mezzi in aeroporto. I mezzi che trasmettono da soli la propria posizione, come i vigili del fuoco o i follow-me, in 3D si muovono dove sono davvero.
Alberi e auto compaiono quando avvicini la mappa all’aeroporto, fino a 1,6 chilometri dalla telecamera, un po’ più vicino su un dispositivo meno potente, così il telefono non resta senza fiato.


Un’intera economia di carrelli
Dal 1° ottobre gli aeroporti in 3D hanno anche quello che fa sembrare una piazzola una piazzola. Appena un aereo si ferma, gli si avvicinano mezzi di assistenza illustrativi: un trattore, la scaletta, un’autobotte, il catering, i carrelli bagagli, un nastro trasportatore e le pulizie. Un widebody riceve due scalette. Per circa un’ora intorno all’aereo c’è movimento, poi tutto riparte.
In una piazzola remota aspettano due autobus. Ciascuno si riempie in circa un quarto d’ora, poi parte verso il terminal. Di notte i mezzi hanno accesi i lampeggianti arancioni, trattore compreso.
Gli aerei a terra li disegniamo più grandi di quanto siano, perché dall’alto si vedano. Quando accanto a uno di loro i mezzi non ci starebbero, l’aereo si rimpicciolisce un po’, ma mai sotto la sua grandezza reale. I mezzi restano sul cemento e non finiscono mai sull’erba, dentro un edificio o attraverso un pontile d’imbarco, e il camion del catering che passa sotto un pontile resta visibile per tutto il tragitto.


Gli alberi conoscono la data. Mentre a Praga cadono le foglie, per gli alberi intorno all’aeroporto di Sydney comincia la primavera.
