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Episodio 16 di 23ottobre 2026

Ogni tipo ha la sua forma

Un CRJ con una carenatura che sporgeva sotto l’ala come una mensola, un PC-12 con i finestrini ovali, un 737 MAX con il piano di coda orizzontale un metro troppo avanti. Tipo dopo tipo, oggi costruiamo gli aerei della vista 3D di map.flights sui disegni del costruttore, sovrapponiamo ciascuno a foto dello stesso lato e lo correggiamo dovunque non coincida. A volte a sbagliare è il disegno.

La stessa foto con il nostro modello 3D sovrapposto con la stessa angolazione, i contorni che coincidono
Fotografia di un Boeing 737-9 di United in salita dopo il decollo, visto da sotto e da dietro
fotoil nostro modello sopra
Un 737-9 di United dopo il decollo e il nostro modello sovrapposto alla foto con la stessa angolazione. Trascina il cursore. Foto: Wikimedia Commons, CC BY 4.0, autore indicato nella pagina del file, foto modificata (con il nostro modello sovrapposto).

Il disegno e la foto

Nel mondo reale non ci sono due tipi di aerei uguali, nemmeno della stessa taglia. Un CRJ porta i motori in coda, sotto un impennaggio a T, un A300 ha due enormi motori sotto l’ala, un PC-12 un’unica elica sul muso. Ogni tipo ha una fusoliera di lunghezza propria, un’ala con le sue spezzature, il suo numero di finestrini e le porte nei suoi punti. Uno spotter riconosce un tipo dalla sagoma al primo sguardo, e la stessa prova deve superarla anche il modello.

I costruttori pubblicano per chi progetta gli aeroporti documenti con le dimensioni dei loro aerei: viste di lato, dall’alto e di fronte, posizione delle porte, altezze da terra. Su quelli costruiamo i modelli. Ma un disegno resta un disegno, quindi ogni modello lo sovrapponiamo poi a fotografie di aerei veri da Wikimedia Commons, sempre dello stesso lato e con la stessa angolazione. Dove il modello non copre la foto, la differenza salta all’occhio.

È così che è venuto fuori quello che dall’alto nessuno avrebbe notato. Il nostro CRJ aveva sotto la radice dell’ala una carenatura con il lato superiore piatto e orizzontale, che dietro l’ala sporgeva dalla fusoliera come una mensola, e vista da dietro aveva sotto una rientranza. La carenatura vera è una scatola con i fianchi verticali e il fondo piatto. Ora lo è anche la nostra.

Lo stesso modello visto da dietro con una carenatura dai fianchi verticali e dal fondo piatto
Un modello di CRJ900 visto esattamente da dietro, con una carenatura dal lato superiore piatto che sporge sotto la fusoliera come una mensola
primaoggi
Un CRJ900 visto da dietro, prima con una carenatura a mensola e oggi con il fondo piatto del disegno del costruttore. Trascina il cursore.

Abbiamo pensato anche al caso opposto: qualcosa che sembra sbagliato e invece è giusto. Il bordo d’uscita dell’ala del CRJ ha una spezzatura. Vicino alla fusoliera le corre quasi perpendicolare, più in fuori è a freccia. Da dietro, all’altezza degli occhi, il bordo sembra dritto, e la spezzatura ha l’aria di un errore del modello. Il disegno del costruttore la riporta e una foto da sotto la mostra, quindi è rimasta.

Sui finestrini hanno deciso le foto di entrambi i lati. Il CRJ700 ha guadagnato un sesto finestrino dietro l’uscita di emergenza. Il CRJ1000 ha sedici finestrini davanti alle uscite, non i diciassette del suo disegno: due aerei veri fotografati da entrambi i lati ne hanno sedici. Quando disegno e aereo non sono d’accordo, vince l’aereo.

Fotografia di un CRJ900 di Lufthansa CityLine visto esattamente da sotto, il bordo d’uscita dell’ala quasi dritto vicino alla fusoliera e a freccia più in fuori
Il nostro modello di CRJ900 visto da sotto, con la stessa spezzatura del bordo d’uscita
Un CRJ900 visto da sotto, a sinistra quello vero, a destra il nostro: il bordo d’uscita si spezza nello stesso punto. Foto: Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0 LU, autore indicato nella pagina del file, foto modificata (ritagliata).

Finestrini squadrati e cinque pale

Il Pilatus PC-12 è un turboelica monomotore per una manciata di passeggeri, che decolla da piste corte e anche dall’erba. Sembra un aereo semplice, eppure il suo modello ha richiesto diversi giri. I finestrini della cabina erano ovali, mentre quelli veri sono rettangoli verticali con gli angoli arrotondati. Il parabrezza era un’unica superficie scura; quello vero ha due vetri con un montante al centro e, dietro, un piccolo finestrino triangolare. E alle estremità delle ali mancava il winglet, la curva che piega verso l’alto e verso l’esterno.

Oggi numero e posizione coincidono con il disegno del costruttore e con le foto di entrambi i lati: quattro finestrini a sinistra, cinque a destra, di cui uno nell’uscita di emergenza sopra l’ala. Sull’ala destra è comparsa la piccola gondola del radar meteorologico, che nelle foto di fronte riconosci come una sfera all’estremità dell’ala.

Abbiamo dovuto scegliere anche tra le versioni. I PC-12 più vecchi hanno finestrini più tondeggianti, i più recenti più squadrati, e il nostro modello segue i più recenti. Lo stesso vale per l’elica: il codice di tipo PC12 non dice quale versione hai davanti. Gli aerei più vecchi hanno quattro pale, e dal 2016 il PC-12 esce dalla fabbrica con cinque. La maggior parte dei voli di PC-12 nella nostra rete la fanno le versioni di oggi, quindi il nostro modello ha cinque pale.

Il modello di oggi del PC-12 dalla stessa angolazione: finestrini squadrati, parabrezza diviso, winglet e cinque pale dell’elica
Il primo modello di PC-12 visto dal davanti a sinistra: finestrini ovali, un unico parabrezza scuro e un’elica a quattro pale
prima versioneoggi
Il PC-12, la prima versione e oggi: finestrini squadrati, parabrezza diviso, winglet e un’elica a cinque pale. Trascina il cursore.

Di fronte si vede come i winglet si alzano alle estremità di entrambe le ali. Sul nostro modello la gondola del radar sta sull’ala destra, che nell’immagine è a sinistra.

Fotografia di un PC-12 NG dell’aeronautica militare irlandese visto esattamente di fronte, con le estremità alari piegate verso l’alto
Il nostro modello di PC-12 visto esattamente di fronte, con i winglet ricurvi e la gondola del radar sull’ala destra
Un PC-12 di fronte, quello vero e il nostro. Foto: Wikimedia Commons, CC BY 2.0, autore indicato nella pagina del file, foto modificata (ritagliata).

Quando sbaglia il disegno

Il Boeing 737 MAX è uno degli aerei più diffusi nei cieli. Il solo 737-8 ha effettuato nella nostra rete oltre 67.000 voli nella settimana fino al 5 ottobre, il quarto tipo più frequente in assoluto. Il MAX è il fratello minore del 737-800 e ne condivide gran parte della cellula, così abbiamo preso la sua coda dal disegno del 737-800. È stato un errore.

Il piano di coda orizzontale è venuto un metro troppo avanti e del 30 per cento troppo grande. Il disegno del 737-800 contraddice sé stesso: la vista laterale lo colloca in un punto diverso dalla vista dall’alto. A decidere sono stati la superficie che il costruttore indica per il piano orizzontale e il disegno del MAX. Oggi il nostro misura 32,8 metri quadrati, come quello vero.

Poi è toccato alla deriva. Nelle foto scattate perfettamente di lato, del 737-800 e del MAX, lato sinistro e lato destro, il suo bordo d’attacco ha una freccia di 40 gradi. Il disegno del 737-800 ne riporta 36. Eppure la deriva è la stessa su entrambe le versioni: l’abbiamo verificato su coppie di foto scattate dallo stesso punto e con la stessa angolazione. L’errore era nel disegno, non nell’aereo, e oggi la deriva corretta la montano sia il 737-800 sia il MAX.

Fotografia della deriva di un 737-8 di United dal lato sinistro con due coppie di rette lungo i bordi: quelle verdi seguono i bordi, quelle rosse no
La deriva di un 737-8 di United. Le rette verdi hanno la freccia del disegno del 737 MAX, quelle rosse del disegno del 737-800. Coincidono le verdi. Foto: Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0, autore indicato nella pagina del file, foto modificata (ritagliata, rette aggiunte).

Correggere una coda ne ha corrette altre. Dove il piano di coda orizzontale incontra la parte posteriore della fusoliera che si restringe, la sua radice ne sporgeva un poco, e da dietro si vedeva una fessura. Un unico pezzo di codice condiviso disegna quella giunzione per tutti gli aerei, quindi lo stesso difetto ce l’avevano 96 tipi, il Boeing 747 di quasi un metro. Una sola correzione li ha sistemati tutti.

L’ultimo giro è arrivato dalle foto. Abbiamo sovrapposto il modello del 737 MAX a dieci fotografie con la stessa angolazione, e la maggior parte era d’accordo: l’ala vera sta un po’ più vicina al muso. Il disegno del MAX l’ha confermato, 30 centimetri rispetto al 737-800, mentre il carrello principale resta dov’era. Strada facendo è emerso che il 737-9 aveva l’ala fino a mezzo metro troppo avanti e il 737-7 quasi un metro troppo indietro. Oggi tornano tutti e tre.

La stessa deriva oggi, con più freccia e la punta più indietro
La deriva del nostro modello di 737-8 con i colori di United secondo il disegno del 737-800, con meno freccia
disegno del 737-800oggi
La deriva di un 737-8 con i colori di United, secondo il disegno del 737-800 e oggi. Trascina il cursore.

L’A300 dei cargo

L’A300 è stato il primo aereo di Airbus. I passeggeri non lo incontrano quasi più, ma di notte continua a volare sopra l’Europa e l’America come cargo per UPS, FedEx e DHL. Nei sette giorni fino al 6 ottobre la nostra rete ha visto 1.713 voli di A300-600 e A310, più di qualsiasi altra famiglia di aerei a fusoliera larga che non avesse ancora una forma propria.

Fino ad allora lo disegnava un generatore generico a partire da tipi affini, con una fusoliera più corta di oltre tre metri e un’ala senza la spezzatura del bordo d’uscita. Oggi poggia sul trittico originale del costruttore in formato vettoriale, dove la lunghezza di 54,08 metri e l’apertura alare di 44,84 metri coincidono al millimetro con le quote pubblicate. Dove il trittico e la tabella delle dimensioni non concordano, vale la tabella. Alle estremità delle ali sono comparse le piccole alette verticali, la deriva ha ricevuto una pinna dorsale ricurva e il portellone cargo sta dove lo mostrano le foto.

Abbiamo pensato anche alle carte. Il registro degli aeromobili riporta una parte degli A300-600 cargo sotto un altro codice di tipo, A30B, e un aereo così prima riceveva una forma generica. Oggi con entrambi i codici vola lo stesso A300-600.

La stessa foto con il modello di oggi sovrapposto, i contorni che coincidono
Fotografia di un A300-600 di UPS in salita dopo il decollo con il contorno del nostro modello precedente sovrapposto: ala e flap non coincidono
primaoggi
Un A300-600 di UPS dopo il decollo con il nostro modello sovrapposto con la stessa angolazione, prima e oggi. Prima il 21 per cento di fusoliera e ali non coincideva con la foto, oggi il 2. Trascina il cursore. Foto: Wikimedia Commons, CC BY 4.0, autore indicato nella pagina del file, foto modificata (ritagliata, con il nostro modello sovrapposto).

Le tre compagnie che volano più spesso con l’A300-600 trasportano tutte merci, e sul nostro modello ognuna porta i propri colori. A sinistra la foto, a destra il nostro modello dello stesso lato.

A300-600F · FedEx

Fotografia: A300-600F · FedEx, lato sinistro
Il nostro modello 3D: A300-600F · FedEx, lato sinistro

A300-600F · UPS

Fotografia: A300-600F · UPS, lato destro
Il nostro modello 3D: A300-600F · UPS, lato destro

A300-600F · DHL

Fotografia: A300-600F · DHL, lato destro
Il nostro modello 3D: A300-600F · DHL, lato destro
A sinistra la realtà, a destra i nostri. Foto da Wikimedia Commons: FedEx, CC BY-SA 2.0; UPS, CC BY-SA 2.0; DHL, CC BY 4.0. Autori indicati nelle pagine dei file; tutte le foto sono state modificate (ritagliate).

Il disegno del costruttore dà alla deriva del 737-800 una freccia di 36 gradi. Quella vera ne ha 40, e anche la nostra.